sabato 3 ottobre 2009

E' NATO!!! CAOSINFORMA GIOVANI E' UNA REALTA'




Caosinforma giovani Manifesto: Diamo movimento alle nostre idee

Salve a tutti i lettori di Caosinforma giovani,
chi in precedenza era abituato al tradizionale numero di Caosinforma, giornale divulgato dal Centro Studi e Formazione del Centro di Solidarietà "La Tenda" Salerno, rimarrà sorpreso per la novità che presenta questa versione diversa, innovativa, "speciale"di Caos.
Siamo qui, infatti, per presentarvi il primo numero di Caosinforma giovani, una nuova voce dei giovani, che si vuole proporre come mezzo efficace (si spera) di comunicazione e di confronto tra noi giovani e il mondo che ci circonda. Per capire meglio il perché di questo numero sperimentale di Caosinforma vogliamo fare una breve introduzione riguardo le motivazioni principali che hanno spinto la redazione di Caosinforma a chiedere a noi giovani di sperimentarci in questo progetto audace e coinvolgente per entrambe le parti.
Questa idea nasce, per l’appunto, dai risultati di diverse indagini riguardanti i giovani di oggi: la prima, sviluppata dal Censis, riporta che noi giovani, fra i 18 e i 30 anni (86%), trascorriamo il fine settimana come una vera e propria ritualità fatta di alcol, stupefacenti "da prestazione" (cocaina e anfetamine) e siamo alla ricerca della fama e della ricchezza, il cui conseguimento ci ha portato ad accettare i comportamenti a basso tasso di moralità, come fare uso di droghe, utilizzare il proprio corpo per avere successo, fare carriera. In pochi risultano desiderosi di realizzare le proprie aspirazioni (37,9%), fare qualcosa per gli altri (26,1%), essere se stessi (25,4%).
La seconda riguarda una ricerca-azione, dal titolo "Cosa bolle in pentola", svolta dal Centro la Tenda e finalizzata alla ricognizione dei bisogni della gioventù salernitana. In questa indagine è emersa una tendenza alla passività di noi giovani, quando si tratta di riconoscere e realizzare le nostre idee, i nostri bisogni; una insoddisfazione permeante il mondo che ci circonda; un ridotto riconoscimento del bisogno di senso per la propria esistenza, di impegno sociale e di progettualità; la rassegnazione e la passività dominante nei nostri atteggiamenti; l’estenuante attesa, quasi distaccata, che qualcosa possa accadere per opera altrui o per mezzo del fato.
Come per la ricerca precedente, anche qui prevale il desiderio di successo, di fama, di notorietà, di realizzazione e soddisfacimento personale, che però contrasta con questa tanto stancante passività. Tutto ciò porta inevitabilmente ad affermare che noi giovani stagniamo in un vissuto di incertezze, di depressione, di ansia e/o di rassegnazione fatalistica, focalizzandoci soprattutto (o solo?) al raggiungimento di mete immediate, come il completamento degli studi, e di scopi che sembrano ridursi al tempo libero e ai passatempi.
Preoccupati da tutto questo parlare del nostro "essere giovani", preoccupati per ciò che la maggior parte della società che ci circonda pensa di noi giovani, abbiamo voluto, con il nostro, ma soprattutto il vostro giornale, creare un piccolo spazio, aperto
pagina 4UATTRO
‹‹Ci vuole il caos dentro, per partorire una stella danzante››


l a chiunque voglia esprimere la propria identità, dare voce a quella parte di noi che non si identifica in questo ritratto apatico e nichilistico.
Ciò che ci motiva in questo percorso è innanzitutto la ricerca di un nuovo senso, di un nuovo percorso che ci rappresenti e ci guidi, attraverso un confronto costruttivo tra noi giovani e gli adulti che vorranno accompagnarci in una nuova costruzione di identità. Questo giornale, prodotto da giovani per i giovani, ci da anche la possibilità di esprimerci liberamente, proponendo soluzioni innovative alle preoccupazioni e provocazioni che la società ci prospetta, proponendoci come un canale di comunicazione alternativo e stimolante; uno strumento di socializzazione che abbatte la frontiera della solitudine in cui sembra che noi giovani troviamo rifugio.
Il nostro è un bisogno di mettere nero su bianco i pensieri che purtroppo non riusciamo o non possiamo esprimere in altri contesti; vogliamo far capire che possiamo mettere a frutto le nostre potenzialità, perché nonostante le nostre diversità, siamo tutti legati dagli stessi bisogni.
E proprio per fare in modo che tutto ciò accada, è necessario che voi tutti lettori, ragazzi come noi, ma anche adulti come quelli che diventeremo, diate il vostro contributo attivo, dimostrando agli altri e a noi stessi che non solo siamo ricchi di inventiva, iniziative, progetti, ma soprattutto che siamo in grado di unirci, di collaborare, di comunicare per far si che la nostra società diventi migliore anche grazie a noi, che purtroppo spesso siamo sottovalutati e ci sottovalutiamo.
Non ci stancheremo mai di ripetere che la collaborazione e partecipazione di tutti voi ettori è insostituibile ed indispensabile per favorire la crescita e l’espansione del nostro giornale, per dar voce alla nostra stessa voce, per far si che tutti ci ascoltino, giovani e adulti.
Per darvi prova della nostra "giovinezza"
e per permettervi di conoscerci un po’ meglio abbiamo pensato fosse opportuno presentarci per stabilire fin dall’inizio un rapporto a "tu per tu" con voi, nostri collaboratori piu’ che semplici lettori .

domenica 27 settembre 2009

I GIOVANI PER I GIOVANI AL LAVORO





E così Ilaria, Alessia, Francesco, Sara, Emanuele e Alessandro, i primi "giornalisti! di caosinforma giovani ce l'hanno fatta.
A giorni il primo numero di caosinforma giovani (speriamo di una lunga serie) vedrà la luce.
Siamo curiosi di vedere il prodotto finale, o meglio ...iniziale.








mercoledì 26 agosto 2009

L'ALCOL CHE COSA E'?

L'alcol e i giovani: un contributo de La Tenda

Stando ai dati rilevati dalla ultima inchiesta su giovani, realizzata dal Censis, inchis Il sabato sera si registra il picco di giovani, di entrambi i sessi, che dichiarano di aver bevuto alcol (l'86% circa a fronte dell'1,9 delle ragazze e del 3,9 dei ragazzi che bevono, ad esempio, il lunedì).

Si può stimare che il 22,4% dei ragazzi e il 13% delle ragazze tra 11 e 18 anni (quasi 839mila persone) hanno uno stile di consumo di alcol rischioso o dannoso. e sono inclini al cosiddetto “consumo compatibile”, di quelle sostanze, cioè, (come la cocaina o le anfetamine) capaci di consentire una “trasgressione controllata”, o di “migliorare le prestazioni”.



La Tenda, con questo prodotto multimediale (strutturato in tre moduli: lL'alcol: che cosa è? - Noi e l'alcol: come la mettiamo? - La famiglia e l'alcol: cosa succede?), vuole offrire un contributo ad una corretta informazione sui rischi connessi all'uso di bevande alcoliche, e agli stili di vita ad esso correlati. Un 'occasione in più per riflettere con i nostri giovani, sui loro bisogni più veri, troppo spesso trascurati, per inseguire mode e suggestioni artificiali e dannose.

Il prodotto nasce dall'esperienza del Centro La Tenda, presso il cui Modulo di Orientamento è possibile rivolgersi per ottenere ulteriori informazioni relative al servizio per alcolisti.

lunedì 24 agosto 2009

Affrontare l'Università: consigli per l'uso

L'Università prima ancora di essere il" luogo del sapere "per eccellenza, è il "luogo del saper esserci".
Quanto conta conoscere le reali, giornaliere, difficoltà del percorso universitario per saperla vivere? Ve lo chiediamo per costruire insieme a voi risposte concrete...Lanciamo una nuova indagine rivolta ai giovani che in questi giorni stanno decidendo di affrontare un nuovo percorso di vita: l'Università. Di fatti l'Università prima ancora di esere il" luogo del sapere" per eccellenza, è forse il luogo "del saper esserci".
Quanto conta conoscere le reali, giornaliere, difficoltà del percorso universitario? Ve lo chiediamo per costruire insieme a voi risposte concrete...

domenica 23 agosto 2009

DALL'ISTAT UN NUOVO ALLARME SULL'USO DEGLI ALCOLICI TRA I GIOVANI

Il consumo di alcol in Italia è un fenomeno in continua evoluzione, in particolare dal 1998 al 2003
sono aumentate per entrambe i sessi le prevalenze dei consumatori teenager ( 14-16 anni) di super alcolici (+24,4%), di aperitivi alcolici (+46,1%) e dei consumatori fuori pasto (+50%); nel caso diqueste ultime due tipologie di consumo le variazioni maggiori si registrano per il sesso femminile. Il modello di consumo mediterraneo, prevalente fino a pochi anni fa in Italia, che contemplava. Il consumo di bevande a più bassa gradazione alcolica durante i pasti principali, sembra esser stato sostituito da quello più caratteristico del nord Europa del bere fino ad ubriacarsi.
L’ISTAT nel corso dell’Alcohol Prevention Day organizzato a Roma ad Aprile del 2006, ha confermato che la popolazione di 11 anni e più ha dichiarato di aver consumato alcol in eccesso in una sola occasione almeno una volta negli ultimi 12 mesi è passata dal 7,1% registrato nel 2003 all’8,4% del 2005.
Le conseguenze legate a questo fenomeno, dannoso non solo per la salute stessa (maggiori probabilità di contrarre tumori, problemi al pancreas ed al sistema cardiovascolare, problemi gastrointestinali e neurologici, danni al sistema riproduttivo), risultano essere molteplici anche a causa dei così detti effetti secondari indotti da comportamenti a rischio sotto l’effetto dell’alcol.
􀀹 la guida in stato di ebbrezza, che, a sua volta è la causa principale di incidenti stradali spesso mortali.
􀀹 Le attività sessuali non pianificate che presentano per le donne il rischio di gravidanze indesiderate e per l’uomo il costringere un’altra persona ad avere rapporti con lui, oltre che, per entrambe, il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili come l’HIV (visto che nella maggior parte dei casi i rapporti avvengono senza protezione)
􀀹 L’avere comportamenti violenti contro se stessi e contro le altre persone
􀀹 Provocare danni alle proprietà altrui
􀀹 Il peggioramento delle prestazioni scolastiche che spesso conducono all’abbandono degli studi

Uno dei principali ostacoli alla diffusione di una corretta informazione e comunicazione sui rischi e danni causati dall’alcol è rappresentato dalle pressioni sociali al bere e dall’azione dei mass media e delle pubblicità che privilegiano l’uso dell’associazione di immagini di successo (ricchezza, sesso, salute, amicizia) al consumo di alcol proposto anche attraverso il ricorso a testimonial o personaggi famosi del mondo dello sport, della moda e del cinema. Naturalmente anche la normalizzazione del bere spesso proposta attraverso le trame delle fiction contribuisce a sottovalutare l’impatto dell’alcol sui livelli di salute e sicurezza individuali e collettivi.
Una ricerca effettuata dall’Osservatorio Nazionale Alcol e condotta nel 2000-2001 in collaborazione con l’OssFAD ha evidenziato che in 3mila ore di programmazione televisiva dei palinsesti televisivi di Rai, Mediaset e Telemontecarlo, la presenza di scene o situazioni inerenti il consumo di alcol si registra in media ogni 13 minuti.
I risultati presentati in questo lavoro, non possono dimostrare se tale relazione sia efficace ed efficiente ai fini dei fenomeni di abuso ma il riscontro dell’uso (più che del consumo) sempre più frequente da parte dei giovani di bevande che ricevono, nei fatti, una maggiore promozione commerciale o pubblicitaria, in parte sollecita un ripensamento sulle influenze che i giovani subiscono nell’ adozione scarsamente informata di stili di consumo e modelli del bere che non rientrano nel modello mediterraneo , che allontanano sempre di più i giovani dalla pratica della moderazione che oggettivamente appare di difficile attuazione in contesti extra-familiari che non concedono, spesso, alternative.