domenica 23 agosto 2009

DALL'ISTAT UN NUOVO ALLARME SULL'USO DEGLI ALCOLICI TRA I GIOVANI

Il consumo di alcol in Italia è un fenomeno in continua evoluzione, in particolare dal 1998 al 2003
sono aumentate per entrambe i sessi le prevalenze dei consumatori teenager ( 14-16 anni) di super alcolici (+24,4%), di aperitivi alcolici (+46,1%) e dei consumatori fuori pasto (+50%); nel caso diqueste ultime due tipologie di consumo le variazioni maggiori si registrano per il sesso femminile. Il modello di consumo mediterraneo, prevalente fino a pochi anni fa in Italia, che contemplava. Il consumo di bevande a più bassa gradazione alcolica durante i pasti principali, sembra esser stato sostituito da quello più caratteristico del nord Europa del bere fino ad ubriacarsi.
L’ISTAT nel corso dell’Alcohol Prevention Day organizzato a Roma ad Aprile del 2006, ha confermato che la popolazione di 11 anni e più ha dichiarato di aver consumato alcol in eccesso in una sola occasione almeno una volta negli ultimi 12 mesi è passata dal 7,1% registrato nel 2003 all’8,4% del 2005.
Le conseguenze legate a questo fenomeno, dannoso non solo per la salute stessa (maggiori probabilità di contrarre tumori, problemi al pancreas ed al sistema cardiovascolare, problemi gastrointestinali e neurologici, danni al sistema riproduttivo), risultano essere molteplici anche a causa dei così detti effetti secondari indotti da comportamenti a rischio sotto l’effetto dell’alcol.
􀀹 la guida in stato di ebbrezza, che, a sua volta è la causa principale di incidenti stradali spesso mortali.
􀀹 Le attività sessuali non pianificate che presentano per le donne il rischio di gravidanze indesiderate e per l’uomo il costringere un’altra persona ad avere rapporti con lui, oltre che, per entrambe, il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili come l’HIV (visto che nella maggior parte dei casi i rapporti avvengono senza protezione)
􀀹 L’avere comportamenti violenti contro se stessi e contro le altre persone
􀀹 Provocare danni alle proprietà altrui
􀀹 Il peggioramento delle prestazioni scolastiche che spesso conducono all’abbandono degli studi

Uno dei principali ostacoli alla diffusione di una corretta informazione e comunicazione sui rischi e danni causati dall’alcol è rappresentato dalle pressioni sociali al bere e dall’azione dei mass media e delle pubblicità che privilegiano l’uso dell’associazione di immagini di successo (ricchezza, sesso, salute, amicizia) al consumo di alcol proposto anche attraverso il ricorso a testimonial o personaggi famosi del mondo dello sport, della moda e del cinema. Naturalmente anche la normalizzazione del bere spesso proposta attraverso le trame delle fiction contribuisce a sottovalutare l’impatto dell’alcol sui livelli di salute e sicurezza individuali e collettivi.
Una ricerca effettuata dall’Osservatorio Nazionale Alcol e condotta nel 2000-2001 in collaborazione con l’OssFAD ha evidenziato che in 3mila ore di programmazione televisiva dei palinsesti televisivi di Rai, Mediaset e Telemontecarlo, la presenza di scene o situazioni inerenti il consumo di alcol si registra in media ogni 13 minuti.
I risultati presentati in questo lavoro, non possono dimostrare se tale relazione sia efficace ed efficiente ai fini dei fenomeni di abuso ma il riscontro dell’uso (più che del consumo) sempre più frequente da parte dei giovani di bevande che ricevono, nei fatti, una maggiore promozione commerciale o pubblicitaria, in parte sollecita un ripensamento sulle influenze che i giovani subiscono nell’ adozione scarsamente informata di stili di consumo e modelli del bere che non rientrano nel modello mediterraneo , che allontanano sempre di più i giovani dalla pratica della moderazione che oggettivamente appare di difficile attuazione in contesti extra-familiari che non concedono, spesso, alternative.

mercoledì 1 luglio 2009

CINE for YOU a Fieravecchia

Sulla scorta dei risultati emersi dalla ricerca-azione "cosa bolle in pentola", sono in corso dal 24 giugno, nella sede del Centro La Tenda di via Fieravecchia, una serie di cine-incontri, rivolti ai giovani.

I temi posti al centro di confronti e dibattiti, curati dal gruppo del Progetto Giovani, sono quelli emersi con maggiore frequenza dalla ricerca-azione appena terminata.
I bisogni di amicizia, amore, famiglia e quelli relativi alle problematiche adolescenziali sono affrontati partendo dalla proiezione di film scelti dai giovani per i giovani
Scarica il programma della manifestazione in pdf






venerdì 12 giugno 2009

Ecco “Cosa bolle in pentola!!!”…cronaca di un evento

Il commento di Gianna Metallo
(ccordinatrice della ricerca-azione)
Si è svolto lo scorso 29 maggio il II Meeting dei giovani del Centro La Tenda, in collaborazione con gli alunni di quattro Istituti superiori salernitani.L’evento ha concluso ufficialmente il Progetto “Cosa bolle in pentola?” ed è stata l’occasione per dare visibilità allo Spazio Giovani di via Fieravecchia e soprattutto per presentare ufficialmente i dati della nostra ricerca-azione volta ad indagare i bisogni dei giovani.
Circa un centinaio gli entusiasti partecipanti al Meeting, incuriositi dal lavoro incominciato in classe ed “agganciati” dai loro compagni in veste di “peer educator”! In effetti prezioso si è rivelato il contributo ed il coinvolgimento attivo di circa 15 adolescenti che sono riuscite ad essere protagoniste della manifestazione e punto di riferimento dei compagni. Grande apprezzamento anche da parte degli adulti presenti, operatori, genitori e docenti, i quali hanno potuto riflettere su ciò che effettivamente chiedono i propri ragazzi. Il percorso dei nostri ragazzi è iniziato nel mese di gennaio con un primo incontro di conoscenza e di presentazione a scuola per poi proseguire con incontri di formazione e focus group tematici e di approfondimento. È stata proprio la relazione venutasi a creare con i peer educator, in modo particolare durante i laboratori organizzativi del meeting , la chiave del successo del progetto, ciò che ha permesso e garantito la continuità dei rapporti e che ancora oggi incoraggia e fa ben sperare rispetto alla creazione di un gruppo portante di giovani su cui puntare per progettare nuovi servizi ed attività. Continuano infatti a Fieravecchia gli incontri di progettazione per la prossime nuove attività, dal cineforum agli stage di giornalismo, dai classici laboratori manuali all’organizzazione di eventi e animazione. Questa volta fiore all’occhiello è l’integrazione tra adolescenti del territorio, provenienti dal mondo della scuola, con gli ospiti della Comunità alloggio I Girasoli del Centro La Tenda per favorire il confronto tra diverse esperienze di vita e nuovi bisogni.
Gianna Metallo

mercoledì 10 giugno 2009

I PEER EDUCATOR IN FORMAZIONE

Tracce di un percorso: la formazione dei peer educator presso la sede del Centro La Tenda di via Fieravecchia

giovedì 4 giugno 2009

…Il disagio adolescenziale…

Quante volte, a noi ragazzi e ragazze di oggi, ci è capitato di non sentirci all’altezza di affrontare e superare le cose…Quante volte ci sentiamo costretti a fare ciò che non vogliamo per paura di apparire diversi agli occhi degli altri…Quante volte vorremmo far capire al mondo intero che siamo un po’ più grandi di quanto non sembra…E quante volte combattiamo, contro tutto e tutti, come gladiatori per difenderci o per ottenere ciò che vogliamo…
Sicuramente nessuno può capire quanto sia importante per un adolescente crescere con la convinzione di essere accettato, in quanto già difficile per noi accettarci per come siamo. Ma il disagio più grande, quello che preoccupa maggiormente noi giovani riguarda soprattutto il relazionarsi e il rapportarsi con gli altri, anche se spesso questo dipende dal carattere della persona.
Quando un ragazzo o una ragazza cresce, avverte proprio quel disagio tanto sentito…che soffoca emozioni forti…che vorrebbero uscire fuori come tuoni spettacolari, emozioni libere e sentimenti veri, vissuti con la sincerità e la spensieratezza dei nostri anni.

Teresa Sira Francese

...Adolescenti e genitori…

Di seguito due spontanee riflessioni di una nostra giovane collaboratrice. Una voce diretta dal mondo degli adolescenti. Uno stimolo alla riflessione per i giovani ma anche, e forse soprattutto, per gli adulti

Noi adolescenti ci lamentiamo spesso che i nostri genitori non ci accordano una sufficiente libertà…Ma non è pericoloso lasciar fare ad un ragazzo tutto ciò che desidera?
Il mondo che appartiene alla mia generazione e quella di milioni di altri ragazzi e ragazze, sostiene che la libertà che vorremmo non ci viene data. A tale discorso è legato anche quello sulla privacy, che ha gli stessi valori. Secondo il modo di pensare di noi adolescenti, la libertà individuale è una condizione primaria affinché noi tutti ci potessimo sentire liberi ad affrontare la nostra crescita. Passato il periodo dei giochi e dell’infanzia, in tutti noi avviene un cambiamento a livello generale che ci rende un po’ confusi ma nello stesso tempo desiderosi di rimanere soli con noi stessi…gelosi della nostra vita e delle nostre cose. Talvolta abbiamo bisogno di rimanere ad ascoltare la nostra sete di conoscenza verso noi stessi e verso ciò che ci circonda…ecco allora il bisogno di libertà, la necessità di camminare da soli per scoprire e sperimentare la nostra esistenza ponendoci infinite domande sul nostro modo di essere. Abbiamo bisogno del nostro spazio…..della nostra camera…..
La libertà che chiediamo è anche quella di poter uscire da soli, di fare un po’ più tardi, di stare insieme e principalmente di non essere controllati, o peggio essere costretti a subire le imposizioni dei genitori. Su questo punto vorrei soffermarmi un attimo e dire che è sbagliato da parte dei genitori imporre sempre e comunque delle regole e dei divieti…che alla prima occasione verrebbero subito annullati. Io penso che ognuno di noi adolescenti, forse sbagliando, farebbe pagare con azioni e comportamenti errati le troppe imposizioni e la poca fiducia concessaci. Sicuramente è importante riuscire a far capire le nostre sensazioni, emozioni, paure e difficoltà ai genitori….ma è altrettanto importante che i genitori riescano a sentirle da sé queste cose, in quanto noi specchio di loro stessi, molte volte non riusciamo a farci sentire e a farci comprendere.

Teresa Sira Francese